ieri ho visto che gli scienziati iniziano a pensare che il primo contatto uomo-ufo non sarà con forme di vita aliene, ma è più probabile con automi o robot macchine. In effetti se sono intelligenti quasi come noi dovrebbero avere mandato anche loro in missione nell'universo sonde spaziali e simili.
Se sono più evoluti di noi è probabile che abbiamo di meglio da fare che girare con le astronavi e venire a trovarci. Peccato ho sempre sperato nell'arrivo di Goldrake. In attesa di cosa verrà, consoliamoci con Jeeg Robot serie robotica anni Ottanta famosissima in cui il protagonista affronta una civiltà che risorge dagli abissi della Terra...
Hiroshi Shiba è il figlio di uno scienziato-archeologo, studioso del popolo Yamatai che rivela al figlio di potersi trasformare in un robot destinato a difendere l'umanità dai perfidi mostri Haniwa:
"Poco prima che tu nascessi" gli racconta "stavo facendo una serie di ricerche antropologiche sul monte Kuji; un giorno scoprii per caso una campana di bronzo.
Decifrate le antichissime iscrizioni che la adornavano seppi che è esistito un popolo avanzatissimo tecnologicamente, ma la scienza non era usata per rendere la vita più facile a tutti bensì per la sopraffazione dell'uomo sull'uomo. Era il regno Yamatai, governato dalla perfida regina Himika. Quella civiltà non si è estinta, si è ibernata nella roccia, e un giorno sarebbe tornata per riconquistare il mondo. Ho accennato la mia scoperta ad altri scienziati, ma nessuno mi ha voluto credere. Così decisi di costruire questa base anti-atomica per portarci i miei laboratori, ma neppure qui siamo al sicuro dai poteri di Himika; c'è solo una cosa in grado di fermarla, Jeeg il robot d'acciaio: Hiroshi, sei tu Jeeg il robot d'acciaio! Quando avevi appena 3 giorni di vita, tentai un esperimento su di te. Ci fu un'eplosione, sei stato per una settimana tra la vita e la morte, ma alla fine ce l'hai fatta, ora sei invulnerabile. Non puoi trasformarti in Jeeg da solo, hai bisogno dell'aiuto di Miwa. Himika non è un nemico da prendere alla leggera, è molto potente, è lei che mi ha fatto uccidere. Hiroshi, giura che proteggerai il genere umano con tutte le tue forze. Dovrai superare mille pericoli, Himika risveglierà gli antichi mostri Haniwa...".
le due trasformazioni di Hiroshi...
Traduzione sigla giapponese Kotetsu Jeeg in italiano:
Ore ga yametara banbaban
Se io smettessi di farlo banbaban
Dare ga yaru no ka banbaban
chi lo farebbe banbaban
Ima ni mite iro HANIWA genjin zenmetsu da
guardami che anniento gli Haniwa Genjin
Hashire banbanbaban
corri banbanbaban
Hashire banbanbaban
corri banbanbaban
Biggu Shuutaa kaze yori hayai
Il Big Shooter è più veloce del vento
BIRUDO APPU banbanbanban
Build up banbanbanban
BIRUDO APPU banbanbanban
Build up banbanbanban
Ude ga tobidasu babanban
il braccio vola via
Ashi ga tobidasu babanban
la gamba vola via
Jishaku no iryokuda kotetsu JIIGU
è la potenza magnetica di Jeeg d'acciaio
Oyagi mite kure BANBABAN
papà guardami BANBABAN
ore wa yaru noda Banbaban
perchè lo sto facendo banbaban
aku o kagiri no himika no ichizoku zenmetsuda
Alla fine è l'annientamento del clan Himika
yuku zo BANBANBABAN
Vai! BANBANBABAN
yuku zo BANBANBABAN
Vai! BANBANBABAN
nakkurubonbaa hissatsu panchi
Knuckle Bomber pugno morte certa
BIRUDO APPU banbanbanban
Build up banbanbanban
Aizu hitokoe babanban
un urlo è il segnale babanban
Buki ga tobidasu babanban
le armi sono volate fuori babanban
fujimi no Hiroshi daa kotetsu JIIGU
è l'invincibile Hiroshi Jeeg d'acciaio
Birudobeesu no banbanbaban
della base Bird banbanbaban
Mamori wa katai banbaban
la difesa è forte banbaban
Ima ni mite iro jama dai oukoku zenmetsuda
guardami che anniento il grande regno Jama
Susume banbanbaban
vai avanti banbanbaban
Susume banbanbaban
vai avanti banbanbaban
supinsutoumu himitsu no heiki
Spin Storm, l'arma segreta
BIRUDO APPU banbanbanban
Build up banbanbanban
Ude ga tobidasu babanban
il braccio vola via
Ashi ga tobidasu babanban
la gamba vola via
kagaku no chikara da koutetsu JIIGU
è il potere della scienza Jeeg d'acciaio
Se pensi che Jeeg è davvero grande fammelo sapere.
avete mai litigato in famiglia per le vostre passioni?
o succede solo al "nerd" Junichiro?"
Ecco l'inizio del secondo episodio:
Sapete cosa significa YD? Yukata Date? (appuntamento in kimono Yukata?)
Yakiniku daisuki? (mi piace mangiare Yakiniku). sbagliato! Faccio soltanto ciò che voglio...
Eccomi Kagami Junichiro!
Fratello a partire da domani sarai insegnante....
Cosa succederà?
La storia di Denpa Kyoushi ruota attorno a Junichiro Kagami. Alle superiori era un brillante studente, considerato da tutti un genio, tanto da far pubblicare i propri articoli sulla rivista "Nature and Science" già all'età di 17 anni ma che tuttavia dopo la laurea, perde ogni stimolo, diventando un NEET (“Not in education, employment, or training”, ossia una persona che non studia, non lavora, non si aggiorna) otaku che si interessa solo del proprio blog di manga, anime e videogiochi. La sorella Suzune, stanca di vedere il fratello gettar via la vita, decide di trovargli un lavoro presso la scuola che frequentava. Così Koyomi Hiiragi a capo dell'amministrazione scolastica lo assume come insegnante. La serie ha 24 episodi. Riuscirà Junichiro a lavorare, lui che soffre della sindrome YD?
Ecco la traduzione della sigla giapponese in italiano:
Fai avverare i tuoi sogni, e afferra il futuro con le tue mani
Dobbiamo fare solo le cose che vogliamo in questa nostra unica vita che abbiamo
se scendi, basta un pò di coraggio a rendere le cose interessanti
Fai sempre cose noiose, devo darti una lezione?
Che si rompa il "Senso Comune" che ha la società
devo cambiare l'espressione che è sempre riflessa nello specchio
Appena premi l'interruttore, vai ed ottieni ciò che vuoi
se non riesci a trovare un eroe, diventalo tu!
Queste parole hanno dato senso alla mia vita
vado oltre ogni ostacolo
sei tu quello che deve prendere l'ultima decisione
ma lo sai, tu non sei solo
seguendo le parole di una storia, diventa un eroe proprio qui e ora
Fai avverare i tuoi sogni, e afferra il futuro con le tue mani:
la vita ti conduce ad un'esistenza originale
avanza di livello, fiero, e vedrai cose che non avevi mai visto prima
sei responsabile della fase finale,
disegnata dal tuo splendore, e da una visione leggendaria.
Se qualcuno di voi ha visto tutta la serie mi faccia sapere se vale la pena di vederla tutta...
Ciao a tutti,
oggi è mercoledì e stasera non so cosa fare. Forse guarderò la televisione. Non credo di andare fuori l'ultima serata in cui sono uscita è stata quando ancora avevo scuola e devo dire che grazie all'orario di entrata delle 13:30 del giovedì non ho sofferto di crisi da sonno. Insomma
mercoledì 25 maggio in occasione della Festa parrocchiale noi della Cresima ci siamo avventurati all'ascolto della relazione di Don Paolo Gentili (direttore dell'Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia della CEI) ... su Amoris Laetitia!
La proiezione delle diapositive e le spiegazioni sono state fortemente volute da Don Marco che dice che la stampa travisa le notizie dando informazioni solo delle cose di contorno senza scrivere i dettagli delle essenziali e sostanziose affermazioni importanti. L'incontro è iniziato alle 21 e io mi sono fatta accompagnare a casa in fuoristrada (quindi andare ne è valsa doppiamente la pena :)
Ancora non ho avuto modo di leggere tutta l'esortazione di Papa Francesco.... ma comunque pensavo di fare quello che ha consigliato Don Paolo, ai genitori, nonni, educatori, catechisti e presenti ha detto di leggere con attenzione ilCapitolo VII:Rafforzare l’educazione dei figli. Speriamo che riesco a farlo entro la fine di questa settimana.
Arrivederci al prossimo post! Fra79
P.S. E se avete tempo potete leggere le riflessioni esposte durante la serata.
Amoris Laetitia
Don Paolo Gentili
Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale
familiare della Conferenza Episcopale Italiana
Il poliedro della
sinodalità frutto di ascolto, confronto, sguardo su Cristo[1]
Possiamo definire l’Amoris Laetitia un «preziosopoliedro»[2]
di 325 paragrafi, frutto di ascolto, confronto, sguardo su Cristo[3],
nell’orizzonte della sinodalità.
Un percorso di Chiesa di oltre due anni, un doppio Sinodo,
arricchito da due ampie consultazioni del Popolo di Dio, un lavoro collegiale
sul documento (9 capitoli in stili diversi[4]).
Il Santo Padre precisa di non attendersi soluzioni
istantanee.
«Ricordando che il tempo è
superiore allo spazio, desidero ribadire che non tutte le discussioni
dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del
magistero»[5].
Si chiede un nuovo sguardo capace
di cogliere le modalità per diffondere e attuare il vangelo della famiglia nel
contesto contemporaneo.
«Siamo
chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle»[6].
Una speciale chiave di lettura: il collirio della
Misericordia
Papa Francesco nelle
conclusioni del Sinodo, il 24 ottobre 2015, offre una speciale chiave di
lettura.
«L’esperienza
del Sinodo ci ha fatto capire meglio che i veri difensori della dottrina non
sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito; non le idee ma l’uomo; non
le formule ma la gratuità dell’amore di Dio e del suo perdono»[7].
La Misericordia, a cui l’anno Giubilare ci
invita, potrà essere il collirio per questo nuovo sguardo, accrescendo la generosità
che si vive nei legami coniugali e familiari e incoraggiando ad aprire
maggiormente il cuore verso le situazioni in cui la vita familiare non si
realizza perfettamente[8].
Questo documento non richiede una lettura cursiva; piuttosto
potrà essere utilizzato nelle sue varie parti secondo le esigenze del momento
e, a seconda, dei fruitori[9]:
coniugi, intere famiglie, operatori pastorali, consigli presbiterali, consigli
pastorali parrocchiali o diocesani.
Capitolo I: Alla luce della Parola
Capitolo II: La realtà e le sfide delle famiglie
Capitolo III: Lo sguardo rivolto a Gesù- la vocazione
della famiglia
Capitolo IV:
L’amore nel matrimonio
Capitolo V :
L’amore che diventa fecondo
Capitolo VI:
Alcune prospettive pastorali
Capitolo VII:
Rafforzare l’educazione dei figli
Capitolo VIII: Accompagnare, discernere e
integrare la fragilità
Capitolo IX : Spiritualità coniugale e familiare
È il Papa stesso che delinea l’articolazione del documento
offrendo la bussola per orientarsi:
«Nello
sviluppo del testo, 1) comincerò con un’apertura ispirata alle Sacre Scritture,
che conferisca un tono adeguato. A partire da lì 2) considererò la situazione
attuale delle famiglie, in ordine a tenere i piedi per terra. 3) Poi ricorderò
alcuni elementi essenziali dell’insegnamento della Chiesa circa il matrimonio e
la famiglia, per fare spazio così ai 4) 5) due capitoli centrali, dedicati
all’amore. In seguito 6) metterò in rilievo alcune vie pastorali che ci
orientino a costruire famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio, e
dedicherò 7) un capitolo all’educazione dei figli. Quindi 8) mi soffermerò su
un invito alla misericordia e al discernimento pastorale davanti a situazioni
che non rispondono pienamente a quello che il Signore ci propone, e infine 9) traccerò
brevi linee di spiritualità familiare»[10].
Un nuovo linguaggio:
la sinfonia delle differenti note che costituiscono la Chiesa
Si percepisce nel testo un linguaggio nuovo che raccoglie la
freschezza e le differenti sensibilità della Chiesa Universale: dalla Corea
alla Spagna, dalla Colombia al Kenya, dall’Argentina all’Italia (al n. 207
vengono citati gli Orientamenti pastorali
sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia della CEI). Oltre alla
Parola e ai testi del Magistero, vengono riportati al n.118 brani di Martin Luther King, al n. 129 un
episodio del film Il pranzo di Babette, al n. 284 viene citato Erich Fromm, al n. 320
Dietrich Bonhoeffer, al n. 322 Gabriel Marcel.
Particolarmente
bella è la lectio in chiave familiare sull’Inno
alla Carità di 1 Cor 13, dal n.90 al n. 119. È un tracciato dell’«amore
artigianale» che Papa Francesco ha descritto ai fidanzati, come piccolo
itinerario quotidiano[11].
Soprattutto però significa, nella consapevolezza di ciò che sottolineava
Benedetto XVI, spalancare loro un orizzonte di felicità: il compiersi della
propria vita nell’amore sponsale, con tutte le sue espressioni e significati.
«L'amore tra uomo e donna, nel quale corpo e anima concorrono
inscindibilmente e all'essere umano si schiude una promessa di felicità che
sembra irresistibile, emerge come archetipo di amore per eccellenza, al cui
confronto, a prima vista, tutti gli altri tipi di amore sbiadiscono».[12]
L’ossatura del testo è costituita dalla Relatio Synodi che i Padri Sinodali hanno consegnato al Santo Padre
nel Sinodo del 2015.
È un linguaggio all’insegna della concretezza e denso di
sensibilità pastorale, che esce dai soliti schemi e chiede un cambio di volto
dell’intera comunità cristiana e un aiuto da famiglia a famiglia, come ad
esempio quando ci si riferisce a chi, dopo il matrimonio, si allontana dalla
comunità.
«È vero che molte coppie di sposi
spariscono dalla comunità cristiana dopo il matrimonio, ma tante volte
sprechiamo alcune occasioni in cui tornano a farsi presenti, dove potremmo riproporre
loro in modo attraente l’ideale del matrimonio cristiano e avvicinarli a spazi
di accompagnamento: mi riferisco, per esempio, al Battesimo di un figlio, alla
prima Comunione, o quando partecipano ad un funerale o al matrimonio di un
parente o di un amico. Quasi tutti i coniugi riappaiono in queste occasioni,
che potrebbero essere meglio valorizzate. Un’altra via di avvicinamento è la
benedizione delle case, o la visita di un’immagine della Vergine, che offrono
l’occasione di sviluppare un dialogo pastorale sulla situazione della famiglia.
Può anche essere utile affidare a coppie più adulte il compito di seguire
coppie più recenti del proprio vicinato, per incontrarle, seguirle nei loro
inizi e proporre loro un percorso di crescita. Con il ritmo della vita attuale,
la maggior parte degli sposi non saranno disposti a riunioni frequenti, e non
possiamo ridurci a una pastorale di piccole élites.
Oggi la pastorale familiare dev’essere essenzialmente missionaria, in uscita,
in prossimità, piuttosto che ridursi ad essere una fabbrica di corsi ai quali
pochi assistono»[13].
Accompagnare, discernere e integrare l’amore fragile
L’atteggiamento verso le fragilità dell’amore è privo di
sentenze di condanna e assume come orizzonte la «legge della gradualità» di cui
parla San Giovanni Paolo II in Familiaris
Consortio al n.34.
È chiaro che è un atteggiamento che un papà e una mamma, che
non siano despoti, mettono quotidianamente in pratica, avendo verso i figli uno
sguardo differenziato, a seconda del periodo che ciascuno sta attraversando e
avendo più comprensione per il figlio più debole e insegnando ai suoi fratelli
ad avere nei suoi confronti lo stesso atteggiamento. ”Noi, che siamo i forti,
abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi”
(Rom 15,1).
Papa Francesco ha una fiducia profonda nell’efficacia della
Grazia sacramentale del matrimonio, che può sgorgare nel cuore di ogni figlio o
figlia di Dio e portare in quelle giare il vino nuovo del suo amore: il vino
nuovo offre occhi nuovi.
Accompagnare, implica
mettersi accanto nello stile di Emmaus (cfr. Lc 24, 13-35), addirittura
fingendo all’inizio di non sapere, come fa Gesù: “"Solo tu sei forestiero
a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?". Domandò
loro: "Che cosa?" (Lc 24, 18-19).
Discernere, significa implorare la luce dello Spirito per poter
avere uno sguardo che si lascia illuminare dalla Parola e diviene capace di
cogliere la via da percorrere in quel particolare caso: “E,
cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò
che si riferiva a lui” (Lc 24,27).
Integrare, vuol
dire riportare al centro dalla periferia:
“Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme,
dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali
dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!" (Lc
24,33-34).
È però anche l’atteggiamento delle parabole della
misericordia; in particolare, della donna che si lascia illuminare dalla
lampada e, ritrovando la dracma perduta, le restituisce tutto il suo valore
(cfr. Lc 15,8-10). Solo chi è in conversione può guidare l’altro nel
cambiamento del cuore, altrimenti si è “ciechi e guide di ciechi” (Mt 15,14).
«La
misericordia non è solo l’agire del Padre, ma diventa il criterio per capire
chi sono i suoi veri figli. Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia,
perché a noi per primi è stata usata misericordia».[14]
Amoris Laetitia : chiamati alla gioia dell’amore
familiare
Un’ultima parola
sul titolo dell’Esortazione: Amoris Laetitia. È l’uscita da un cristianesimo di
sagrestia che risplende delle piccole gioie familiari.
«Gesti come il piatto caldo di chi aspetta a cenare, come la
prima colazione presto di chi sa accompagnare nell’alzarsi all’alba. Sono gesti
familiari. E’ la benedizione prima di dormire e l’abbraccio al ritorno da una
lunga giornata di lavoro. L’amore si esprime in piccole cose, nell’attenzione
ai dettagli di ogni giorno che fanno sì che la vita abbia sempre sapore di
casa»[15].
Soprattutto, in questo splendido testo, c’è l’idea della
fedeltà al vincolo coniugale non tanto come un contenuto morale, anche se
certamente lo è. Piuttosto c’è
la consapevolezza che “da essa, come da
una sorgente, scaturisce una intima e duratura felicità”[16].
D’altra parte l’esperienza della comunione sponsale deve avere come grembo di
sostegno il cuore della comunità cristiana, dove questa esperienza si fa carne.
È bella una comunità dove si vive la «cultura dell’incontro» e si svela «il segreto di
Nazaret, pieno di profumo di famiglia!»[17]. C’è
ancora troppa solitudine alle spalle di tanti fallimenti matrimoniali ed è
evidente che chi si trova accanto relazioni umane ed ecclesiali feconde è
maggiormente sostenuto nell’attraversare le crisi. La piccola chiesa domestica
può sorgere e sostenersi solo attraverso una vera esperienza di Chiesa. Questo
è il compito affidato a tutti noi e questa è la «casa comune» da costruire
insieme per le famiglie del mondo, con la consapevolezza che la famiglia è
«fabbrica di speranza»[18].
[1] Cfr. Papa Francesco, Veglia di preghiera in preparazione al
Sinodo sulla famiglia, Roma, Piazza San Pietro, sabato 4 ottobre 2014.
[2]Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 4, 8 aprile 2016.
[3]Papa Francesco, Veglia di preghiera in preparazione al
Sinodo sulla famiglia, Roma, Piazza San Pietro, sabato 4 ottobre 2014.
[4] Cfr.
Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 7, 8 aprile 2016.
[5]Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 3, 8 aprile 2016.
[6]Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 37, 8 aprile 2016.
[7]Papa Francesco, Discorso conclusivo del Sinodo ordinario
sulla famiglia, 24 ottobre 2015.
[8]Cfr.
Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 5, 8 aprile 2016.
[9] Cfr.
Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 7, 8 aprile 2016.
[10]Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 6, 8 aprile 2016.
[11] Cfr.
Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 16, 8 aprile 2016 – Cfr.
Papa Francesco, Incontro
con i fidanzati che si preparano al matrimonio, 14 febbraio 2014.
[12] Cfr. Benedetto XVI, Deus Caritas Est, 25 dicembre 2005.
[13]Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 230, 8 aprile 2016.
[14]Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 310, 8 aprile 2016. – Udienza
Generale, 12 aprile 2015.
[15]Papa Francesco, Santa Messa conclusiva dell’VIII Incontro Mondiale delle famiglie, Omelia,
Philadelfia, domenica 27 settembre 2015.
[16]Beato Paolo VI, Humanae Vitae, 25 luglio 1968, 9.
[17]Papa Francesco, Amoris Laetitia n. 65, 8 aprile 2016. – Udienza
Generale, 12 aprile 2015.
[18]Papa Francesco, Veglia di preghiera dell’VIII Incontro Mondiale delle famiglie, omelia,
Philadelfia, sabato 26 settembre 2015.
Buonasera a tutti,
oggi a scuola c'è stata la riunione degli insegnanti tutta sulla presenza delle debolezze e potenzialità emerse quest'anno. Risultato delle discussioni (scusate sintetizzo) debolezza "fuori" forza "dentro"!
In effetti sto ancora pensando a tutto quello che ho sentito perchè abbiamo parlato degli aspetti del problema ma non siamo sicuri di avere trovato il rimedio. Comunque ringraziando il cielo qui lavorano più o meno persone che hanno ventotto anni di esperienza lavorativa e mi auguro riescano a impiegare la forza perchè a venire non si senta più parlare di questo disagio.
In effetti in questa sede ho realizzato che "mainichi mainichi minna gambaru" quindi ora in questo momento sto pensando che per togliere qualsiasi problema c'è sempre l'operazione chirurgica... spero però che i colleghi non perdano la ragione della loro forza!
Riprendiamoci ascoltando Here I am sigla di "Black Jack" cui riporto traduzione in italiano:
Mentre sto sulla collina di una città portuale
e il vento mi accarezza
sento la mia testa stranamente vuota.
Guardavo il paesino dalla lontana costa del sud
e lasciavo affondare le mie vacillanti passioni
nella profondità dell'oceano.
Questa forza travolgente
è qualcosa che si nasconde in ogni luogo in ognuno di noi
giorno dopo giorno ognuno fa del suo meglio,
ma la gente si sente a disagio appena ne parli.
Oh libertà, tu ci sarai
Sono davvero felice
perchè questo è il luogo a cui appartengo.
Oh saggezza, tu ci sarai.
Ho cercato la ragione
per cui noi crediamo nella stessa aria che respiriamo
finché siamo in vita.
Colui che salva le vite con il suo miracoloso controllo del bisturi
il chirurgo geniale che vive su una scogliera
Il suo nome è Black Jack!
Oggi pensavo alle aziende sull'orlo del fallimento. Così ho ripensato alla serie robotica atipica del Trider G7 del 1980 perchè:
a differenza degli altri anime, il robot e i protagonisti non combattono il male per puri scopi umanistici o senso di giustizia, ma solo per far quadrare il bilancio della loro ditta di trasporti spaziali.
Nel 2009 Alessandro Montosi pubblica "Trider G7. Robot in tempi di crisi". Editore Iacobelli collana I Love Anime, 128 pp. illustrazioni a colori dove sembra spieghi in dettaglio politiche aziendali per salvarsi dalla bancarotta e difficoltà economico-finanziarie di alcuni personaggi amici del protagonista.
Spieghiamo meglio: questo cartone animato presenta una novità rispetto al filone classico robotico. Niente istituti scientifici da difendere. Questa volta il protagonista è uno scolaro delle elementari che deve difendere la Terra.
Da notare che i nemici non puntano a conquistare la Terraattaccandola direttamente ma cercano innanzitutto di piegarne l’economia distruggendo le sue basi spaziali, in modo da ridurre la popolazione alla fame. La crisi economica infatti è uno dei leitmotiv di tutta la serie: i prezzi degli alimenti di largo consumo crescono da un giorno all’altro e perfino le famiglie di alcuni amici di Watta si trovano in grave difficoltà per questa ragione. La stessa Takeo General non naviga in acque tranquille dal punto di vista finanziario, con quel che costano le munizioni e le riparazioni al robot, come sa bene il signor Kakikoji, direttore amministrativo, che viene ritratto immancabilmente col pallottoliere in mano per valutare al centesimo le spese della compagnia.
Watta Takeo (frequenta la sesta perchè l'ultimo anno in Giappone non è la quinta) è il presidente della ditta "Takeo General Company" impegnato sia a scuola e sia nelle missioni spaziali insieme ai suoi fidati dipendenti (vicepresidente, segretaria, giovane dipendente scansafatiche e meccanico). Tra i vari commenti ho trovato questo! Lo scarto tra la giovane età del pilota e la grandezza del compito affidatogli è sottolineata dal fatto che durante alcune manovre col Trider Watta deve aiutarsi con entrambe le mani per riuscire a tirare una leva, metafora esplicita della fatica di crescere assumendosi per la prima volta oneri finora delegati agli adulti. Nonostante tutto l’atteggiamento di Watta è sempre positivo perché sa di poter contare sull’amicizia e sul notevole spirito di squadra degli altri componenti della Takeo General Company, colleghi di lavoro ma soprattutto solidali compagni di avventura. In effetti io non ci avevo mai pensato!
La serie ha 50 episodi ecco alcuni dei miei titoli preferiti:
Episodio 6 La scuola dello spazio La professoressa Mieko teme che Watta, sempre in giro per lo spazio a bordo del Trider G7, cresca troppo in fretta senza imparare a godere dei suoi 11 anni. Il problema è che l'impegno nel mondo del lavoro gli ruba tempo per studiare non solo per vivere la sua gioventù! Ma il capo della Takeo General Company dimostrerà alla premurosa maestra di avere dalla sua più di mille risorse! Episodio 11 Un duro esame Watta deve sostenere un duro esame a scuola e escogita tutti i trucchi per copiare. Viene però colto in fragrante dal maestro Daimon! Viene salvato temporaneamente da un'importante missione spaziale. Sconfitto il mostro Watta imparata la lezione ritorna a scuola e si mette a studiare veramente!
Episodio 12
La maratona
Episodio 14
Lezione all'aperto
Episodio 16
A scuola con Watta
Episodio 25
Ore 11 lezione di nuoto
Episodio 38
Un figlio difficile
Episodio 42
I pericoli delle arti marziali
Questa è la sigla italiana cantata dai Superobots!
Riporto la traduzione italiana della sigla giapponese di Trider G7:
Qui nello spazio per qualsiasi cosa c'è la Takeo General Company,
io, presidente e scolaro, anche oggi salgo a bordo del G7,
per difendere la cassa della società, per proteggere la felicità della Terra!
Vai, G7! Trider G7! Vola G7! Trider G7!
Tu sei l'invincibile robot spaziale
Vai, G7! Trider G7! Vola G7! Trider G7!
Tu sei l'invincibile robot spaziale.
venerdì con la collega parlavamo della nostra passione comune! I manga: cioè i fumetti giapponesi!
Dopo che ho scoperto che a tutte e due piace Suzue Miuchi ho pensato di indagare se ci fossero novità.... Si procede dunque....
Nuova uscita del fumetto di Glass no kamen: 18 pagine del volume 50! Book allegato a betsuhana di luglio 2016... anteprima del manga completo che devo (anzi dobbiamo) sperare esca presto. Naturalmente sulla rivista non si parla di una data di edizione però si
vede Masumi che parla al telefono... poi non sono andata avanti a leggere lo spoiler...
copertina dell'edizione giapponese del primo volume di Garasu no Kamen
Tuttavia il cinquantesimo volume lo stiamo aspettando dal maggio 2013.... è proibito parlare della data certa in cui uscirà? (insomma chi lavora alla casa editrice Hakusensha una data ce la potrà mai comunicare?) Non mi va di lamentarmi ci sono già tanti problemi seri....
Probabilmente se la sensei riuscisse a farsi passare i "trascorsi storici" col trascorrere degli anni visto che è dal 1975 che ha iniziato l'opera... la storia del manga finirebbe!
In genere i mangaka si buttano a pesce nelle scadenze, Suzue è proprio un "pesce" (zodiacale): è nata il 20 febbraio 1951 ed è cresciuta a Osaka. Non so cosa scrivere forse... Chi dorme non piglia pesci.... uhm non va bene... io non voglio pescare..... io voglio leggere....
Suzue ha iniziato a disegnare all'età di dieci anni (sempre contrastata dalla famiglia che le proibiva di leggere i fumetti), in prima superiore ha deciso di stringere un patto con la madre: se entro un anno non sarebbe riuscita a sfondare come mangaka avrebbe lasciato perdere.
Suzue non deluse le aspettative e debuttò nello stesso anno (1967) a soli 16 anni. (ehm non ho parole...) Ha aperto anche un ristorante francese in Giappone! Non centra molto questa notizia, ma questa cosa è un altro esempio di come ha realizzato quello che voleva.
Insomma è considerata una grande mangaka ma le hanno dato anche il soprannome di tartaruga.... Negli anni Settanta e Ottanta Suzue Miuchi ha disegnato una serie di storie che spaziano dalle commedie scolastiche, alle avventure con ambientazione storica e ha pubblicato anche una serie horror.
L'unica serie che ho letto (e che più amo) è Garakame. [abbreviazione di Garasu no kamen traduzione in italiano: La maschera di vetro]
I 49 tankobon del manga hanno raggiunto una tiratura complessiva di 50 milioni di copie. Il fumetto ha ispirato una serie animata televisiva nel 1984, (incompleta quella con Masumi biondo per capirci) una trilogia in OVA del 1998, un remake di 52 puntate nel 2005/2006, (dove le puntate dell'anime hanno seguito fedelmente la storia del fumetto prima non si poteva il fumetto non era ancora uscito!) due serie dal vivo (non le ho viste ma se il regista ha inventato un the end per Maya e Masumi spero che la sensei si sbrighi a farci vedere la sua) e due anime parodia — un film e una serie tv.
Suzue disegna forza! Ricorda le parole dell'opening di GNK del 1984: "you can do it, if you want it" Prima di scrivere un poema mi fermo qui! Presto farò un nuovo post.
Atlas Ufo Robot (UFO ボグレンダイザー, UFO Robot Grendizer) è stato trasmesso in Giappone dal 5 ottobre 1975 al 27 febbraio 1977, mentre in Italia è approdato dal 4 aprile del 1978 su Rai 2. Ha 74 episodi. Mazinga Z (マジンガーZ, Majinga Z) è stato trasmesso in Giappone dal 3 dicembre 1972 al 1 settembre 1974. In Italia Rai 1 mandò in onda i primi 52 episodi (su 92) nel gennaio del 1980.
Nel video si vede Actarus il pilota di Goldrake che lancia e pilota Mazinga z.
Riporto la traduzione italiana della sigla giapponese di Mazinga z cantata da Ichiro Mizuki!
Una fortezza di acciaio sorge nel cielo:
il super robot Mazinga z,
la sua forza invincibile ci raggiunge tutti
il cuore della giustizia sta battendo,
Pilder, agganciamento!
Vola pugno d'acciaio, pugno a razzo!
eccolo che arriva raggio termico!
Mazin go! mazin go! mazinga z!.
In un altro post ci saranno più informazioni sulla sigla.